recensione

SOMNIUM…Una chiacchierata con l’autore

Somnium è la storia di Doli, una giovane nativa americana che si ritrova incastrata in una quotidianità grigia e demotivante in cui la parola “lavoro” regna sovrana. La ragazza, però, nasconde dentro di sé uno spirito tutt’altro che grigio. Doli è un BLAZON.

Ora sei una Donna-Aquila, e oltre a te, altri nove Blazon sono stati chiamati a ricoprire il loro ruolo, ognuno in vece dell’Animale che incarna.

Doli metterà letteralmente e metaforicamente le ali per dirigersi verso Somnium: un’altra dimensione. È il luogo in cui vivono i Blazon, in questo luogo non vi è traccia di cemento, di automobili o di qualsiasi altro marchingegno creato dall’uomo. Nessun elemento antropico ma soltanto natura che si estende oltre l’orizzonte. A Somnium i Blazon si addestrano e possono ritrovare il proprio io.

Somnium è anche una storia di amicizia e di famiglia. Doli infatti ritornerà nel suo luogo di origine, dalla sua famiglia da cui era scappata e allo stesso tempo conoscerà nuove persone (alcune saranno fedeli amici altre si dimostreranno veri e propri nemici) e nuovi amici animali.

Ma questo libro è soprattutto avventura: la protagonista oltre a confrontarsi con se stessa dovrà confrontarsi con alcuni ostacoli e pericoli.

Somnium permette, inoltre, di guardare con occhi diversi un popolo che forse non conosciamo poi così bene perché è spesso annebbiato da stereotipi e luoghi comuni.

Questo “animalesco” fantasy è un romanzo scritto a quattro mani, quelle di Gloria Credali e Feliscia Silva. Ho avuto il piacere di scambiare due chiacchiere proprio con Feliscia a cui ho posto alcune domande.

Condivido con voi le sue risposte e concludo consigliando questa lettura, non impegnativa ma ricca di buoni elementi: fantasia, amicizia, famiglia, avventura e un grande amore per la natura e per gli animali.

Intervista a Feliscia Silva

Dove avete trovato l’ispirazione per Somnium? Avete avuto un autore o un opera di riferimento?

L’ispirazione è nata da diversi fattori. Prima di tutto volevamo scrivere una storia che avesse come tema centrale la natura e il rapporto dell’uomo con essa, e in secondo luogo volevamo rappresentare il popolo nativo americano in un modo mai visto prima, sdoganandolo dalla rappresentazione piena di cliché dei media, come cinema e televisione.

L’idea di raccontare Somnium attraverso il fantasy è nata principalmente dalla nostra passione per il genere, anche se è stata prima di tutto la storia a nascere e non l’idea di scrivere un libro.

Non ci siamo ispirate a nessun autore o opera di riferimento, ma entrambe amiamo molto J.K Rowling e la saga di Harry Potter.

Come avete organizzato la stesura di questo fantasy a quattro mani?

Spesso nelle storie a quattro mani gli scrittori si dividono parte dei capitoli, alternandosi nella scrittura. Io e Gloria volevamo però che ogni riga del libro fosse di entrambe e abbiamo quindi deciso di scrivere in contemporanea. Oltre a incontrarci di frequente dopo il lavoro, ci siamo affidate a programmi di condivisione online, come Drive per la scrittura e Discord per comunicare in diretta. Questo tipo di tecnica richiede senz’altro molto più tempo e una forte affinità, ma abbiamo da subito trovato un equilibrio che ci permettesse di farlo.

Che legame c’è tra la parola “Somnium” (titolo del romanzo e nome del luogo fantastico in cui la maggior parte delle vicende avvengono) e il suo significato “sonno”?

Il titolo è la traduzione latina della parola sogno, ma si collega al mondo che noi stesse idealizziamo come sogno. Somnium è un mondo parallelo, nel quale la natura è in perfetta armonia con i propri abitanti, cosa che purtroppo è assente nella nostra Terra.

Somnium è quindi il nostro sogno, un mondo ideale.

La protagonista di Somnium è una nativa americana. Avete fatto delle ricerche sulla cultura di questa popolazione per meglio delineare questo personaggio?

Diversi anni prima di iniziare Somnium, Gloria si è avvicinata alla cultura nativa americana. Ha avuto modo di approfondire la cultura di questo popolo attraverso libri (storici, romanzi) e musica, e recentemente ha intrapreso un viaggio negli Stati Uniti, dove ha avuto la possibilità di visitare alcune delle riserve native americane ed entrare in contatto con la popolazione locale.

La vicinanza al popolo nativo e l’interesse verso la loro cultura sono stati fondamentali nella stesura del romanzo e anche una delle ragione che hanno permesso a Somnium di vedere la luce.

Come nascono i nomi dei personaggi? Il nome di Dex Folives, ad esempio, sembra giocare molto sulla parola Fox. Gli altri nomi come nascono?

I nomi dei Blazon, ad esclusione di Doli, si ispirano tutti agli animali che incarnano. Ci è piaciuto molto giocare su questo aspetto, da Cole Sowl (Owl – Gufo) a Scar Dile (Crocodile – Coccodrillo/Alligatore), in ogni nome si può scoprire un riferimento dell’animale inglese corrispondente.

Per la famiglia di Doli invece c’è stata una ricerca alla base, che ci ha permesso di risalire ad alcuni nomi di provenienza nativa americana, da cui abbiamo poi scelto quelli che più sentivamo appartenere ai nostri personaggi.

C’è un personaggio in particolare in cui ti riconosci o a cui tieni particolarmente?

Oltre alla protagonista in cui ci ritroviamo molto entrambe, Atsa, il fratello di Doli, è uno dei nostri personaggi preferiti. In Somnium ha avuto per il momento uno spazio ridotto, ma a lui abbiamo dedicato un racconto inedito e avrà anche uno spazio molto più centrale nei prossimi romanzi della saga.

So che sei un amante di Harry Potter. Se dovessi scegliere un personaggio della saga della Rowling da accostare a Doli, la protagonista di Somnium, quale sceglieresti?

Devo ammettere di trovarmi in difficoltà con questa domanda, perché anche riflettendoci non mi è venuto in mente nessun personaggio che possa essere accostato a Doli.

Doli è più simile a noi rispetto ad altri personaggi provenienti da libri, ed è anche l’unico ispirato a persone esistenti.

Credo che Somnium voglia dirci di non evitare e di non sopprimere la nostra natura, il nostro essere e ciò che teniamo dentro ma di lasciar fluire la nostra personalità e il nostro carattere. Avevate l’obiettivo di comunicare ciò oppure è l’interpretazione di un semplice lettore (io)?

La tua interpretazione è corretta. Doli è un personaggio che cambia profondamente nel corso del romanzo. All’inizio la troviamo come una giovane donna che ha lasciato la propria famiglia e la vita nella riserva per rifugiarsi in una nuova realtà, completamente nuova. Doli non sapeva che proprio in quella nuova realtà avrebbe smesso di vivere, concentrandosi sull’unica cosa che le restava: il lavoro. Doli non ha altre ambizioni, non ha sogni, perché la depressione l’ha consumata, soffocando la sua natura umana. Almeno fino all’arrivo su Somnium.

In quel luogo inizierà lentamente ad aprirsi, permettendo al proprio “io” di emergere.

Alla conclusione del romanzo, Doli non ha ancora trovato completamente se stessa, questo perché uscire dalla depressione non è un processo così semplice, ma è sicuramente sulla buona strada.

Il finale di Somnium lascia un po’ di quesiti irrisolti. Ci sarà un sequel? Se sì, ti va di parlarcene?

Assolutamente sì. Somnium è nata come trilogia, anche se non escludiamo che in futuro potrebbero esserci alcuni racconti di approfondimento, legati alle storyline dei vari personaggi.

Il secondo romanzo, che abbiamo iniziato da poco, darà più spazio a personaggi che sono stati solo introdotti nel primo volume. Entreremo inoltre nel vivo dello schieramento nemico, la Fazione. Approfondiremo il loro scopo e le ragioni che hanno portato alla sua nascita.

[Spoiler] Alla fine di Somnium Dex è diventato il nuovo Anziano e si troverà ad affrontare più responsabilità. Doli invece trascorrerà più tempo operando sulla Terra Umana.

Più di così non posso ancora svelarvi, non vi resta che attendere il sequel!

Perché le persone dovrebbero leggere Somnium?

Credo che Somnium possa avvicinare il lettore alla realtà, molto spesso sconosciuta, del popolo nativo americano. Speriamo che possa nascere un interesse verso questo popolo meraviglioso, che va oltre gli stereotipi con i quali viene dipinto.

Riflettendo sul rapporto tra uomo e natura ci auguriamo inoltre che il lettore possa riscoprire l’amore che noi stesse sentiamo nei confronti della Terra che ci ospita, per la quale dovremmo avere rispetto.

Per ultimo una domanda un po’ personale: cosa ti ha lasciato questa prima esperienza come scrittrice?

Ho sempre avuto difficoltà a credere in me stessa. Ho iniziato a scrivere per diletto un decennio fa, ma non avrei mai pensato di riuscire a portare a termine quella che era solo un’idea, eppure eccomi (o meglio eccoci) qui. Questa esperienza mi ha aiutata a capire che l’impegno ripaga sempre. Il selfpublishing è un mondo difficile, pieno di concorrenza, ma è anche molto soddisfacente.

Da questa esperienza ho inoltre capito quanto l’amicizia che lega me e Gloria sia forte e che insieme possiamo raggiungere qualsiasi traguardo.

Grazie per avermi concesso del tempo e per aver letto Somnium!

Ringrazio Feliscia per avermi concesso del tempo e per essere stata con me così gentile e disponibile.

La signorina a pois.

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