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Coco e il giorno dei morti

È il 2 Novembre. Il “giorno dei morti”, ovvero una ricorrenza della Chiesa latina che prende il nome di “Commemorazione di tutti i fedeli defunti”.

Molti si recano al cimitero per far visita ai propri cari e portar loro un fiore o un lumino. Ma molti sono i riti e le tradizioni legati a questa festa.

In Puglia, ad esempio, nella provincia di Foggia questa giornata assume un aspetto più gioioso tanto che una tradizione vuole che i bambini ricevano in dono dai morti una calza, molto simile a quella della Befana, piena di doni e leccornie.

Altri invece offrono dei doni alle anime dei defunti come del cibo o dell’acqua per sfamarli e dissetarli dal lungo viaggio che percorrono dal regno dei morti a quello dei vivi. Altri ancora lasciano lucine sui davanzali per facilitare l’entrata dei morti in visita ai propri cari.

Anche in in Sicilia la credenza vuole che i defunti della famiglia portino dei regali per i bambini, frutta di Martorana e altri dolci caratteristici.

Molte persone posano dei lumini e dei fiori accanto alle foto dei propri cari defunti esposte in casa, proprio così come si vede nel film d’animazione Coco.

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Parte di un’ofrenda. Immagine tratta da Coco, distribuito dalla Walt Disney Pictures e prodotto e creato dalla Pixar Animation Studios, 2017

Il film, uscito nel 2017, diretto da Lee Unkrich e Adrian Molina, distribuito dalla Walt Disney Pictures e prodotto e creato dalla Pixar Animation Studios ha vinto nel 2018 due meritatissimi premi Oscar come miglior film d’animazione e come miglior canzone per Remember Me.

La storia si svolge durante il giorno dei morti o meglio durante la celebrazione del “Día de Muertos, la festa messicana dei defunti.

Nel film, infatti, i protagonisti sono intenti nei preparativi di una festa tutt’altro che dolorosa e triste, ma piena di gioia, colori e allegria. Questo perché credono che i defunti tornino dall’oltretomba a riabbracciare amici e parenti.

La tradizione messicana e la gioia di questa festa è chiaramente rilevabile in Coco. Le strade, nel film così come nella realtà, sono addobbate, ci sono musicisti e donne, uomini e bambini indossano costumi tipici. Tutti si preparano per accogliere i defunti con fiori e luci e costruiscono gli ofrendas, degli altarini privati, posti davanti alle lapidi, su cui vengono esposte le foto dei cari defunti e liquori, sigarette e altri oggetti a loro cari.

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L’ofrenda. Immagine tratta dal film Coco, distribuito dalla Walt Disney Pictures e prodotto e creato dalla Pixar Animation Studios, 2017

Le ofrendas sono erette anche in case e per strada e spesso le famiglie si accampano presso le tombe dei propri cari durante la notte oppure lasciano cibo e bevande, coperte e cuscini davanti la porta per confortare le anime in viaggio.

Il piccolo Miguel e la sua famiglia rispettano molto le ofrendas e il Día de Muertos ma proprio mentre si occupano dei preparativi della festa, succede qualcosa di straordinario! Miguel si ritrova in una dimensione alternativa in cui non può essere visto né ascoltato dai vivi, ma al contrario può interagire con i morti e con il suo amico Dante, un cane randagio

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Miguel e i suoi familiari defunti. Immagine tratta da Coco, distribuito dalla Walt Disney Pictures e prodotto e creato dalla Pixar Animation Studios, 2017

La causa che ha messo Miguel in questa strana situazione risiede in una sua sofferenza dovuta al divieto di fare e ascoltare musica nella sua famiglia, cosa incompatibile con il sogno del piccolo di diventare musicista.

Miguel riuscirà non solo a riportare la musica nella propria famiglia ma anche il ricordo del trisnonno Héctor, escluso dall’ofrendas, per una triste incomprensione.

Aldilà dell’avvincente e misteriosa trama, Coco racchiude un significato profondo. Narra, infatti, un aspetto della morte a grandi e piccoli divertendo, incantando e commuovendo.

L’intento del film è di comunicare che il ricordo può mantenere vive le persone che sono venute a mancare. Un caro sarà infatti presente fin quando si custodirà il ricordo che abbiamo di lui, dei momenti passati insieme o semplicemente il ricordo di una canzone che associamo a lui. Questo perché

L’amore non ha tempo, ma volti e ricordi.

Si tratta allora di un film che racchiude avventura, sogni, tradizioni e anche un’importante riflessione.

La canzoni scritte per il film non potrebbero essere più azzeccate. Rispettano la tradizione messicana, la trama e il significato del film.

Ed è proprio riportando una canzone che accompagna una scena tenerissima del film che voglio concludere. Buon ascolto e buona giornata dei morti!

La signorina a pois.

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